Da settimane non si parla d’altro nei corridoi: il nuovo regolamento anti-telefoni non solo ha tolto ai ragazzi ogni libertà, ma sta creando situazioni paradossali.
Diversi studenti hanno raccontato episodi al limite del paradosso: docenti che sequestrano i telefoni poiché riposti in tasca e non nello zaino, facendoseli consegnare direttamente dalle tasche degli alunni, portandoli con sé in classe senza prendersi alcuna responsabilità dell’atto. Intanto gli studenti rimangono disagiati e con rabbia accumulata a vedere compagni di altre classi usarli normalmente. Questo è il caso avvenuto durante la partecipazione a un evento in biblioteca. Dopo il sequestro alcuni ragazzi si sono recati in classe per bere e hanno scoperto che l’aula non era nemmeno chiusa a chiave. Questo significa che i pochi che avevano obbedito al regolamento, lasciando il telefono nello zaino, lo avevano lasciato incustodito. Quando gli studenti hanno fatto notare alla docente che i telefoni nello zaino non sono al sicuro (possono rompersi o sparire), la risposta della docente è stata la seguente: “non dovreste nemmeno portarli a scuola”. Una frase che al giorno d’ oggi suona come un passo indietro di vent’anni. Non va dimenticato che molti ragazzi non vivono a Foggia o comunque tornano a casa da soli, spesso con mezzi pubblici o privati: per loro il telefono non è un lusso, ma una necessità per tenere i contatti con le famiglie. E pensare che la soluzione proposta sarebbe usare il “telefono scolastico”… davvero impensabile, con una media di 20 studenti per classe che dovrebbero farne richiesta.
Il risultato? Una regola che, nata per “educare”, si sta trasformando in una fonte di disagio, contraddizioni e soprattutto mancanza di fiducia tra studenti e docenti. Se il rispetto deve essere reciproco, questo regolamento così applicato non fa che allontanare le due parti, invece di avvicinarle. La docente, va detto, si è comporta attenendosi al regolamento. Tuttavia è facile che, applicando la norma alla lettera si finisca per cadere negli eccessi. Un telefono spento e riposto in tasca non disturba nessuno e chiudere un occhio in casi simili non toglierebbe nulla all’autorità dei docenti, anzi eviterebbe conflitti inutili e tensioni con gli studenti.
Senza contare che noi ragazzi, di fronte ad alcuni eccessi dei docenti, spesso preferiamo non scrivere o non segnalare nulla: chiudiamo sempre un occhio, e lo facciamo per mantenere la pace.